sabato 10 marzo 2012

Stringiamoci intorno a quest'uomo


Marco Travaglio non l'ha presa bene per niente! Non gli è andata giù la decisione della Cassazione sul processo Dell'Utri, ed oggi sul Fatto si sfoga scrivendo - in sostanza - che avrebbero fatto prima a dire che la mafia non esiste! Tanto vale... Perché, sempre secondo il preparatissimo e mai fazioso Travaglio, che ne sa ovviamente più lui che tutta la Cassazione messa insieme, 15 anni di lavoro non si possono buttar via così. No, non si può. E quindi, con i lacrimoni agli occhi, tira dentro addirittura Falcone e Borsellino per difendere la fattispecie di reato come il concorso esterno in associazione di stampo mafioso dalle pesanti critiche del PG Iacoviello secondo il quale il concorso esterno "è ormai diventato un reato autonomo, un reato indefinito al quale, ormai, non crede più nessuno!". 
Ma il Procuratore ha poi anche aggiunto che i processi non si fanno in quel modo, ma "si devono descrivere i fatti in concreto". Per Travaglio, sostenitore della giustizia frettolosa e creativa di alcune toghe, è stata una mazzata tra capo e collo. Evitiamo quindi di spiegargli che Falcone e Borsellino erano molto attenti a circoscrivere accuse basate su fatti e prove concrete, e non fabbricavano teoremi campati per aria. E' un Travaglio scioccato quello di oggi, e fa addirittura tenerezza quando stupìto si chiede come sia possibile che, proprio "il più solido dei processi fra tutti quelli celebrati per concorso esterno", il meno "legato alle parole e il più ancorato ai fatti", sia stato così pesantemente bocciato. Proprio non se lo spiega. Beh, se al "più solido dei processi" manca la prova della colpevolezza dell'imputato (fuori da ogni ragionevole dubbio) e fatti concreti che la supportino, figuriamoci gli altri allora! 

Ai suoi amici più stretti chiedo quindi di stargli vicino. Aiutatelo a superare questo momento.


AGGIORNAMENTO: sì, lo so, mi sento un maramaldo, ma questo pezzo di Facci si lega alla perfezione col mio commento, mettendo un punto definitivo alla questione.