venerdì 3 giugno 2011

Celentano, Santoro e la dolce ebbrezza del cambiamento


Santoro chiama i rinforzi. Ecco allora Celentano, stavolta non in collegamento telefonico, ma in carne ed ossa ad Annozero, anche se non in studio. Ed è subito show! Il molleggiato, infatti, sembra averci preso gusto ad indossare i panni dell'anziano guru politico (un po' suonato), e così, innescato dall'immancabile Sandro Ruotolo, attacca il suo monologo pro referendum ed antinucleare: "Non possiamo assolutamente permettere che non si raggiunga il quorum. I governanti spregiudicati non aspettano altro, se disgraziatamente l'affluenza alle urne fosse al di sotto del 50%+1 il quorum dopo ce lo fanno loro, a pezzi." E quindi? "Quindi dobbiamo andare a votare... assolutamente". Ma perché, per quale motivo? Non si capisce. Perché altrimenti ci fanno il "quorum a pezzi"?
E poi aggiunge: "E questa è una cosa che prima di dirvela io ve la sta dicendo la dolce ebbrezza del cambiamento". Aah, e se ce lo dice "la dolce ebbrezza del cambiamento" allora vado di corsa a votare. Ed improvvisamente, così senza alcun senso logico, cambia discorso e passa a difedere Pisapia (probabilmente dalle critiche preventive di Grillo). Poi elogia De Magistris: "come risolverà De Magistris il problema dei rifiuti? E' semplice... addestrerà i napoletani per la grande battaglia dei rifiuti e li educherà alla raccolta differenziata". Facile, no? Perché non ci hanno pensato prima? Si è dimenticato di dire che De Magistris  camminerà sulle acque e moltiplicherà i pani e i pesci. Celentano, infine, quando un ragazzo del Pdl gli domanda cosa ci sia di tanto ambientalista nel disboscare i terreni per impiantare pannelli solari, più che molleggiato sembra imbalsamato, pietrificato. Se la caverà con una battuta, l'ennesima.