APPELLO
PER UN NUOVO
MOVIMENTO DI CENTRODESTRA
ITALIANO
Rottamare. Invocare le primarie, per scegliere noi e non far più scegliere loro. Tutto giusto. Giustissimo. Io condivido totalmente e sono con voi. Ma a mio avviso la situazione è talmente incancrenita che non bastano queste sacrosante iniziative. Dovremmo osare qualcosa di più e di più duraturo. Organizzarci, ad esempio. Creare un movimento capace di competere fin dalle prossime elezioni (politiche o amministrative), e formato da soli giovani (under 40 anni) competenti che abbiano la voglia di metterci la faccia. In ogni città, l’obiettivo del nuovo popolo di centrodestra, liberale, conservatore, repubblicano, sarebbe quello di votare esclusivamente il movimento. Diciamocelo chiaramente: anche se riuscissimo a far in modo che qualcuno prenda sul serio la nostra (l’ho fatta mia) iniziativa delle primarie, saremmo costretti a stare comunque al loro gioco. Noi possiamo decidere se scegliere tra coloro che già fanno parte della Casta, tra i migliori di loro (o i meno peggio), oppure organizzarci per rivoluzionare il sistema, abbattere la Casta, e portare una ventata d’aria fresca dentro al Palazzo. A quel punto sì, che potremmo decidere di richiamare quelli che secondo il nuovo movimento di centrodestra saranno considerati “all’altezza”. E’ un lavoro arduo, che comporta non pochi sacrifici, lo so, ma qualcuno dovrà pur farlo. Se non ora, quando? E' adesso il tempo di agire. Le strade indicate da Daw e da The Right Nation vanno tutte nel verso giusto. Ma io sono stufo di dover scegliere la cosa migliore tra la padella e la brace. E da conservatore liberale vorrei non essere costretto a votare Di Pietro, Vendola o Beppe Grillo per far capire a questa destra che la sua parabola è finita. Che Berlusconi è tempo che si faccia da parte. Rimbocchiamoci le maniche. E' arrivato il nostro momento. Organizziamoci, diamo vita ad un nuovo movimento di centrodestra italiano, con un manifesto degno dei partiti conservatori inglesi e statunitensi, e poi andiamoci a riprendere ciò che ci spetta di diritto: il nostro futuro, il nostro Paese.