lunedì 23 maggio 2011

Il rischio privatizzazione dell'acqua? Una balla. Ecco perché


Sei contro la privatizzazione dell'acqua? Allora vota "Sì" al referendum del 12 giugno.
Ma l'acqua rischia veramente di diventare un bene privato, anzi di lusso, come strombazzato da molti siti e blog che in nome della libertà di informazione (ça va sans dire) si battono per la vittoria del "Sì"? In realtà, non è affatto così. Basterebbe leggere due o tre cosette, ad esempio questa: "non si prevede alcuna privatizzazione dell'acqua, e la legge non mette in discussione neppure la natura pubblica del servizio, l'universalità dell'accesso, il diritto soggettivo dei cittadini a riceverlo a condizioni accessibili. Non è l'ingresso dei privati nella gestione dei servizi idrici a far salire i prezzi. E in ogni caso la tariffa dovrà continuare a coprire gli investimenti. Ciò che è da evitare, invece, è che questa tariffa contenga extraprofitti." (Il paper pubblicato da due professori di economia continua su LaVoce.info). 


Certo, la gestione privata non assicura di per sé la qualità del servizio, anzi (vedi il caso AcquaLatina), ma da quando l'amministrazione pubblica italiana è diventato sinonimo di efficienza?