lunedì 30 maggio 2011

Silvio, rimembri ancor quel tempo della tua vita (im)mortale...?


Il segnale è forte. Anzi, fortissimo. C'è poco da analizzare. A ping pong, sarebbe un cappotto. Zitti, e a casa. Berlusconi ha perso. E' stato battuto da un comunista a Milano, e da un (ex) pm pataccaro a Napoli. C'è bisogno di aggiungere altro?

P.S. Adesso però per favore, Repubblica col Fatto e tutti i travaglini, almeno per una settimanella, piantatela di raccontarci che in Italia la democrazia non funziona, che viviamo in un regime e che tutte le casalinghe e le nonne d'Italia votano Berlusconi perché guardano Forum, la D'Urso e il tg4. Piantatela! 

martedì 24 maggio 2011

La breccia di Pisapia segnerà la fine del Berlusconismo?


In molti se lo augurano. Antiberlusconiani d'assalto che da anni credono che il male del Bel Paese sia innanzitutto l'attuale Presidente del Consiglio. Dall'altra parte, tifosi berlusconiani che votano in massa e che quindi, democraticamente, quando vincono le elezioni, pretendono di avere ragione o quantomeno di venire rispettati e, possibilmente, non essere trattati come cerebrolesi dalla sinistra "colta" e radical chic. In mezzo, gli indecisi che stanno un po' di qua e un po' di là, a seconda di come tira il vento e l'umore. Ma c'è anche un'altra parta del Paese, quelli che non ne possono più. Quelli incazzati, per lo più giovani, che sono stanchi di assistere al tifo da stadio per l'uno o per l'altro, che sono stanchi di sapere se alla fine il male più grande per la democrazia italiana sono le procure politicizzate o Berlusconi con i suoi processi alle spalle, con le sue televisioni e i suoi stramaledetti party a luci rosse. Quando sono i ragazzi che pretendono serietà e compostezza dai loro anziani rappresentanti politici, vuol dire che il limite lo si è superato. Da un pezzo.  

lunedì 23 maggio 2011

Il rischio privatizzazione dell'acqua? Una balla. Ecco perché


Sei contro la privatizzazione dell'acqua? Allora vota "Sì" al referendum del 12 giugno.
Ma l'acqua rischia veramente di diventare un bene privato, anzi di lusso, come strombazzato da molti siti e blog che in nome della libertà di informazione (ça va sans dire) si battono per la vittoria del "Sì"? In realtà, non è affatto così. Basterebbe leggere due o tre cosette, ad esempio questa: "non si prevede alcuna privatizzazione dell'acqua, e la legge non mette in discussione neppure la natura pubblica del servizio, l'universalità dell'accesso, il diritto soggettivo dei cittadini a riceverlo a condizioni accessibili. Non è l'ingresso dei privati nella gestione dei servizi idrici a far salire i prezzi. E in ogni caso la tariffa dovrà continuare a coprire gli investimenti. Ciò che è da evitare, invece, è che questa tariffa contenga extraprofitti." (Il paper pubblicato da due professori di economia continua su LaVoce.info). 


Certo, la gestione privata non assicura di per sé la qualità del servizio, anzi (vedi il caso AcquaLatina), ma da quando l'amministrazione pubblica italiana è diventato sinonimo di efficienza? 

Rivoluzione!



Ieri sera ho visto Report, puntatona imperdibile sulla Generazione a perdere. Cioè, sulla nostra. Sulla mia generazione. Alla fine sono entrato in depressione. Ero in balìa di sentimenti contrastanti: da una parte la sensazione di impotenza, quella che ti fa mancare l'aria, dall'altra la voglia di fare la rivoluzione. Ero indeciso se scendere in strada armato di Kalashnikov oppure bere un sorso di Zacapa. Come al solito ho fatto la scelta sbagliata.

Cos'è Pulp Note

Pulp Note si ispira al libro (Pulp - Una storia del XX secolo) dello straordinario Charles Bukowski, allo spirito scanzonato, diretto e sfacciato tipico dei suoi libri. Questa la scintilla primordiale del blog, dalla quale cercheremo di creare l'energia necessaria per scagliarci contro ogni tipo di perbenismo o pensiero politicamente corretto, contro i luoghi comuni e le idee precotte. Saranno pertanto considerati alla stregua di appestati, tutti gli affetti da sindrome del complotto, vera e propria forma - contagiosa - di morte cerebrale precoce. 
Pulp può essere tradotto anche con scadente, dozzinale, mediocre e scandalistico. Ma, ipulp è anche e soprattutto un genere letterario che propone vicende dai contenuti forti, abbondanti di crimini violenti, efferatezze e situazioni macabre... (Wikipedia). Perfetto quindi per parlare ogni tanto anche di politica. 
Dizionario alla mano: Pulp è quella "tendenza letteraria e cinematografica che rappresenta con grande realismo e ironia la violenza e il degrado della società moderna". Questo sarà un po' anche il nostro compito. E il vostro, se vorrete (per maggiori info guarda in basso a destra).
I colori, invece, vogliono essere un tributo ad uno degli album più graffianti e rivoluzionari di sempre: Never Mind the Bollocks dei Sex Pistols. Adesso sapete "perché" Pulp, ma per capire cos'è veramente vi toccherà seguirlo.